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L'OMBRA DEL DOPING SU LA BARBERA
Simbolo, ormai da tempo, dello sport alessandrino ed italiano, nel 2006 fu uno dei tedofori che attraversarono Alessandria con la fiaccola accesa Alessandria - "Non negativo" ad una sostanza chiamata "stanozololo" uno steroide anabolizzante orale di origine sintetica: è il responso che si legge in un comunicato del Comitato Paralimpico italiano e che ha gettato un'ombra sulla figura di Roberto la Barbera, 43 anni, da tempo uno dei simboli dello sport non solo alessandrino, ma piemontese e italiano. Nel 2004 aveva conquistato la medaglia d'argento alle Paralimpiadi di Atene, nel 2006 fu uno dei tedofori che attraversarono Alessandria con la fiaccola accesa. La Barbera era stato sottoposto ad analisi antidoping all'inizio di giugno, alle gare degli Europei che si tenevano in Olanda, a Stadskanaal dove aveva conquistato tre medaglie: l'oro nei 200 e nei 400 metri piani e l'argento nel salto in lungo. È un periodo nero per l'atleta: la Barbera afferma di essere realmente esterrefatto dato che la sostanza in questione è un farmaco che in Italia non esiste se non per uso veterinario e l'unico contatto che può aver avuto con la sostanza è per curare i propri cani alcuni mesi fa. Adesso si apre il tempo delle contro-analisi, quelle con cui smentire, o quantomeno spiegare con ragioni di casualità o salute, la presenza di sostanze proibite, per evitare non solo la squalifica, ma anche un danno di immagine che è certamente la sconfitta più subdola e strisciante che si possa subire. L'incubo vero di ogni atleta.
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